• 09 GIU 22
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    Colon irritabile? Fondamentale un’adeguata alimentazione

    Colon irritabile? Fondamentale un’adeguata alimentazione

    Il colon irritabile interessa almeno il 10% della popolazione italiana. Gonfiore, dolore addominale, irregolarità intestinale e diarrea sono solo alcuni dei sintomi, che possono avere entità variabile. Fondamentale in tal senso l’intervento di un gastroenterologo ma in combinazione con un piano alimentare strutturato da un nutrizionista. 

    Il colon irritabile viene spesso banalizzato, nella misura in cui si prova a gestirlo come un normale mal di pancia. In realtà, recenti ricerche ci dicono che talvolta la sintomatologia è così invasiva che tante persone ricorrono addirittura al pronto soccorso. Bisogna dunque cercare di capire come si caratterizza questo disturbo allo scopo di agire nella maniera più corretta soprattutto da un punto di vista alimentare. 

    Sintomi e cause del colon irritabile

    In Italia sono circa 6 milioni di persone che accusano i sintomi dell’intestino irritabile, dato che dimostra che ci troviamo di fronte ad una patologia di rilevanza sociale alla ricerca di una vera risposta sanitaria. 

    Tanti i fattori che influiscono sul disturbo: aspetti alimentari e farmacologici ma anche stati ansiosi e depressivi. Non va trascurata anche la disbiosi che identifica una condizione in cui la flora batterica non è più in equilibrio, il quale va dunque ripristinato. 

    I sintomi non sono solo quelli noti ai più come gonfiore e dolore all’addome, stipsi o diarrea ma contemplano anche cefalea, stanchezza, disturbi del sonno, intolleranza al glutine o al lattosio.  

    Il ruolo del nutrizionista nella sindrome del colon irritabile

    Dopo aver effettuato tutti i controlli del caso da un gastroenterologo bisogna intervenire anche sull’alimentazione. Rivolgendosi ad un valido nutrizionista, si può tenere sotto controllo il colon irritabile. Cibi inappropriati possono acutizzare la patologia: è pertanto necessario attenersi a delle linee guida che solo un professionista può indicare. 

    In linea di massima, caffè, bibite e bevande energetiche contenenti caffeina possono influire negativamente sul disturbo. Cibi con un elevato indice di fermentabilità sono sconsigliati: tra questi vi sono quelli che presentano alte concentrazioni di lattosio e fruttosio. 

    Al contrario, gli alimenti con un basso indice di fermentabilità tengono a bada la formazione di gas intestinali. Tra quelli maggiormente consigliati ritroviamo riso, avena, orzo, grano saraceno e verdure contenenti molta acqua (zucchine, carote, fagiolini, melanzane, spinaci, biete). E per quanto riguarda la frutta? Sì ad arance, mandarini, kiwi, fragole, banane e mirtilli. Andrebbero evitate invece pesche, ciliegie, pere, anguria e in genere tutta la frutta troppo zuccherina. 

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